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venerdì 28 agosto 2009

OBIETTIVO CREATO - MOSTRA FOTOGRAFICA AL MONASTERO DI SILOE


OBIETTIVO CREATO - MOSTRA FOTOGRAFICA AL MONASTERO DI SILOE
Poggi del Sasso - Grosseto / 29 agosto - 6 settembre



Nella mostra OBIETTIVO CREATO i fotografi Mario Arca, Giovanni Chiaramonte, Salvatore Ligios e Massimo Mastrorillo raccontano un orizzonte geografico preciso, definito. I loro scatti vogliono non solo testimoniare l’innegabile bellezza del creato, ma anche raccontare la terra che ci appartiene, sollecitare attenzione verso un mondo che calpestiamo senza consapevolezza, stimolare considerazioni e interrogativi per il futuro del pianeta.


La mostra fa parte di CREATO IN FESTA, settimana di convegni, concerti, mostre d’arte e incontri di preghiera promossa dalla comunità benedettina di Siloe presso il Monastero di Siloe, Poggi del Sasso (Cinigiano, Grosseto) dal 29 agosto al 6 settembre 2009.


L’esposizione è realizzata in collaborazione con Su Palatu-spazio culturale per la fotografia, il Centro Culturale San Benedetto, Art/App-rivista di ar! te, cultura, nuovi appetiti, AC&P-Comunicazione, grafica, design editoriale.

Mario Arca nasce in Sardegna nel 1960. Fotografo e appassionato di tradizioni popolari. Dal 2000 ha cominciato a lavorare a progetti collettivi sul paesaggio producendo immagini dai colori morbidi. Non ha mai fotografato fuori dall’isola. Ha esposto in diverse città della Sardegna, in Inghilterra e in Germania.

Giovanni Chiaramonte nasce a Varese nel 1948. Durante gli studi in filosofia si accentua il suo interesse per il cinema e la fotografia e, grazie all’estetica teologica di Hans Urs von Balthasar, fonda la propria visione sulla concezione della realtà come dramma della forma. Nel 1973 conosce Luigi Ghirri e Arturo Carlo Quintavalle, mettendo a fuoco i temi fondamentali della propria fotografia. Nel 1974 Prima personale con Sequenza nel tempo e Dov’è l! a nostra terra; realizza Giardini in Sicilia, Discorso di Natale, La Creazione. Dopo un periodo di silenzio e di meditazione, toccato dalla testimonianza di Thomas Merton, nel 1978 riprende a fotografare con Verso il celeste. Fonda con Luigi Ghirri la casa editrice Punto e Virgola e con lui inizia una ricerca sul paesaggio italiano che segna una svolta importante nella nuova fotografia in Italia. Nel 1980 assume la direzione della Punto e Virgola, assorbita dalla Jaca Book. Nel 1990 fonda la collana Fotografia della Federico Motta Editore.

Salvatore Ligios è nato nel 1949 a Villanova Monteleone, dove tuttora risiede. Ha diretto per dieci anni il periodico Caddhos (rivista di sport equestri, turismo e ambiente). Il suo esordio nazionale è avvenuto tramite le immagini di paesaggio (Motta editore), genere col quale molti lo identificano. Dal 2000 al 2008 ha diretto il museo Su Palatu, centro espositivo specializz! ato nella fotografia. Ha esposto a Sassari, Cagliari, Nuoro, Oristano, Lodine, Roma, Milano, Torino, Bastia, Francoforte, Berlino, Londra. Ha pubblicato oltre trenta libri fotografici. Dal 2008 insegna Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Sassari.

Massimo Mastrorillo nasce a Torino e vive a Roma. Si è diplomato in fotografia presso l’Istituto Europeo di Design. Si occupa prevalentemente di reportage geografico e sociale collaborando con numerose testate italiane e straniere. Ha lavorato a progetti a lungo termine sulla Diaspora Curda e sulla povertà in Mozambico. Nel 2005 ha iniziato a lavorare sul progetto The Lives of the Cities.
Ha vinto il World Press Photo, il Pictures of the Year International, il Best of Photojournalism, il Fuji Euro Press Award, lo Humanity Photo Award, L’AOP Photography Awrd Document, il PDN’s Photo Annual Contest in Photojournalism, l’Internatio! nal Photography Awards, il FNAC Attenzione Talento Fotografico, l’International Photographer of the Year al 5° Lucie Awards e il Premio La Nazione al Digital Photofestival di Lucca. È rappresentato dall’Agenzia Grazia Neri.


COMUNITA’ MONASTICA DI SILOE Monastero dell’incarnazione

Strada S. Benedetto 1
58044 Poggi del Sasso (Grosseto)
Tel/fax: 0564 990415
e-mail: monasterodisiloe@infinito.it
sito web: www.monasterodisiloe.it

venerdì 3 luglio 2009

© Salvatore Ligios


IL PIU' MANCINO DEI TIRI


... Gherradores si profila come tappa necessaria nel percorso narrativo di Salvatore Ligios, fondamentale per capire il senso dell’intero discorso anche grazie alla possibilità di cogliere, in questa nuova produzione, l’accettazione della maturità e dell’imprevista libertà che ne consegue.
(...) Ligios spoglia le sue immagini da ogni ricercatezza o tratto aggiunto, seppur stilisticamente conquistato. Asciuga le immagini da tutto, anche da se stesso, confrontandosi con la ridefinizione della figura umana inserita in un contesto quotidiano. Sgrossa l’impianto fotografico mentre continua a raccontare muovendosi tra vicenda privata e inchiesta sociale, riflessione metodologica e volontà sperimentativa. Preleva degli adolescenti da un reale discontinuo muovendosi secondo un doppio scarto mentale: ad una collocazione geografica
periferica – luogo già identificato come a lui congeniale per motivi personali-artistici –
affianca un ulteriore margine, quello dell’età dei modelli. La decisione di cogliere questi ragazzi in bilico tra due momenti, due mondi fisici – l’infanzia e l’età adulta –, si rivela un gioco da equilibrista, una perfomance circense. Ma soprattutto si delinea come una precisa volontà di riflessione. Sottolinea la deceduta classificazione per tappe anagrafiche, l’inadeguatezza della stessa terminologia; ribadisce l’irraggiungibilità della maturità e l’obsolescenza della purezza
infantile. Ligios sceglie deliberatamente una fase di passaggio, di movimento – quando il
corpo non ti appartiene più in preda a inarrestabili tumulti ormonali e sentimentali – per raccontare tutte le transizioni e rivendicare la fragilità dell’identità. A questo divenire tematico contrappone una scelta stilistica precisa optando non per la dinamica della performance calcistica – come forse ci si poteva aspettare – ma per la fissità della posa. Con questa preferenza estetica,
avvicinando il soggetto alla macchina e volendolo statico, fisso, di volta in volta concentrato su se stesso, ammiccante, sornione o distaccato, Ligios colloca questi gherradores alla fine di una lunga tradizione estetica che dal kouros greco arriva fino a noi passando per il San Giorgio di Donatello e gli album delle figurine dei calciatori, la rappresentazione sportiva dei regimi totalitari e la contemporanea glorificazione del calciatore campione del mondo convertito a modello nelle sfilate di moda. Tutta la gloriosa tradizione di archetipi maschili rivive – forse inconsapevolmente, forse no – in questi giovani guerrieri, nel loro essere rappresentazione non di un individuo ma di
un’idea, nell’autorità di una posa la cui autorevolezza – rubata – consente l’identificazione eroica...


dal testo di Sonia Borsato

domenica 28 giugno 2009

GHERRADORES

© Salvatore Ligios

LE RADICI DI AMSICORA


Questo lavoro sui Gherradores muove tra sfocati ricordi giovanili e reminiscenze di letture cominciate e mai finite. Scampoli di istigas che a momenti sembrano di una precisione fotografica ma svaniscono nella nebbia quando provo a fissarne un dettaglio. Nelle prime immagini ero appena un ragazzino quando scoprii il gioco del calcio e cominciavo a frequentare le scuole
medie. Allora le informazioni su quel mondo fantastico passavano solo attraverso la radio e qualche raro giornale. La domenica pomeriggio era spesso dedicata ad ascoltare il gracchiare dell’apparecchio a valvole che trasmetteva le notizie dai vari campi di calcio. Mentre venire
a contatto con la carta stampata sembrava un dono della provvidenza...
...La macchina fotografica è entrata nella mia vita verso la metà degli anni Settanta. In quel periodo sono cominciate le escursioni in giro per la Sardegna a caccia di immagini. Per molto tempo inseguendo feste equestri e tradizioni popolari, oppure provando a fissare nella pellicola
volti di persone e segni del paesaggio che potessero aiutarmi a mettere a fuoco la carta d’identità
del mondo dove abito...
...Così ho ripreso a girare per paesi, specie quelli piccoli e lontani dalle città. E ho cominciato a mettere insieme un po’ di gherradores. Da usare, se si ha il piacere di partecipare, in una nuova battaglia identitaria sarda, anzi sardissima...


dall’introduzione di Salvatore Ligios